MA I SOCIAL NETWORK SERVONO VERAMENTE?

I social network servono veramente?

E’ una domanda che spesso mi pongono sia i clienti che gli amici e oggi me la voglio porre anche io.

Partiamo dal principio: 10 anni fa era il 2006, Facebook era agli inizi (essendo nato nel 2004) e nessuno poteva sapere che cosa sarebbe successo negli anni a venire, a quale grande trasformazione saremmo arrivati.

Dieci anni fa non esistevano gli smartphone (il primo iPhone è uscito nel 2007) e non si sentiva parlare di guerra tra Apple e Samsung.

Ricordo che per collegarti a internet dovevi agganciarti ad una rete fissa perché il wifi non esisteva ancora.

Pensate in dieci anni quanti passi avanti.

Dopo Facebook è stata la volta di Instagram, Google +, Twitter, Pinterest, YouTube (2005), WhatsApp  e decine di social network che oggi invadono la nostra vita.

Decine di occhi e orecchie puntate sulla nostra privacy.

In dieci anni la nostra vita è stata stravolta, le nostre abitudini sono cambiate talmente tanto che oggi, senza uno smartphone sempre connesso, ci sentiamo persi.

 

Pensate a come è cambiato il turismo. Fino a qualche anno fa decidevi di trascorrere un week end fuori porta. Lo organizzavi, prenotavi e partivi. Che ci fosse bel tempo o brutto tempo, speravi che, arrivano a destinazione, saresti stato comunque bene. E alla fine di tutto, bene ci stavi veramente. Anche se trovavi cattivo tempo, un modo per passare le giornate c’era sempre e ritornavi a casa ricaricato e felice.

Oggi, invece, non è più cosi. Oggi decidi di partire. Vai sulla applicazione meteo ogni 5 minuti e se il responso è positivo, allora vai su Booking o altra app e prenoti. Poi arriva il fatidico giorno della partenza. Tu sempre connesso al meteo capisci che non è cosa. Allora in un secondo disdici la prenotazione senza pagare penale, lasciando l’albergatore con un pugno di mosche, cambi programma e invece della montagna ti fai andar bene anche il lago. Poi sulla strada, tramite il meteo o le notizie della rete, capisci che anche al lago il tempo non è dei migliori e immediatamente cambi e decidi che la città d’arte fa al caso tuo. Al massimo ti rinchiuderai in un gran bel centro commerciale. Li sicuramente non pioverà.

Oggi viviamo senza certezze. Leggiamo le notizie sui quotidiani stampati, poi le stesse notizie le ritroviamo modificate on line e poi troviamo le smentite e l’esatto contrario sui social network. E alla fine ci arriva un messaggio su qualche gruppo di WhatsApp in cui siamo iscritti senza ricordarcelo, con scritto “hai letto la bufala che gira in rete questi giorni”?

Oggi scattiamo foto a ripetizione e le condividiamo mettendo in piazza la nostra vita privata senza preoccuparci delle conseguenze.

Postiamo i figli on line, anche piccoli, perché ci piace ricevere un commento positivo: guarda come è bello…guarda come è cresciuto…guarda come è vestito…

Appena compriamo un paio di scarpe o un vestito, postiamo una foto dell’articolo cercando conferme dalla rete.

Siamo insicuri, seguiamo le tendenze e non ce ne rendiamo conto.

E la cosa peggiore è che le nuove generazioni sono sempre connesse, immerse tutti i minuti con la testa dentro ai loro schermi e la mia domanda è: ma tra 10 anni, cosa succederà? Quali saranno le grandi trasformazioni che noi abbiamo vissuto? Anche loro vivranno dei grandi cambiamenti?

Spesso ci capita di andare al ristorante e di ritrovarci in 10 amici o parenti, ognuno con il proprio cellulare in mano e tutti insieme a chattare su WhatsApp nello stesso gruppo postando le foto della cena, dei piatti.

Oggi siamo tutti fashion blogger, travel blogger, food blogger, wine blogger, fitness blogger, music blogger, football blogger.

Oggi il bar è stato sostituito dal cellulare.

La panchina al parco dove si ritrovava la vecchia compagnia è diventata Whatsapp.

E chiaramente anche le aziende, in tutto questo, nuotano in un mare in tempesta.

Se fino a qualche anno fa, per promuovere un prodotto, facevi una campagna televisiva o compravi una pagina di un quotidiano ottenendo i risultati sperati, oggi fare pubblicità è diventata una cosa molto difficile.

Oggi una azienda deve capire, in base al proprio target, quali strumenti utilizzare per promuovere il proprio brand. E qui inizia il difficile:

  • Televisione (si ma quale, piattaforma Sky, Mediaset Premium o digitale terrestre? Oppure piattaforme online?)
  • Carta stampata: funziona ancora? Meglio un quotidiano locale o nazionale?
  • Internet: quale social network scegliere? Che linguaggio usare? Che contenuti pubblicare? Quando? Quanti? Video virale o video istituzionale? Campagna su Google o su Facebook? E se usassimo Twitter o Instagram? E se aprissimo un blog? E se ci affidassimo a qualche trend setter (blogger, gente che parla di quello che vorremmo e che ha un seguito…spesso non si capisce bene quale ne sia il motivo). E se ci affidassimo a uno youtuber? Si ma quale dato che ce ne sono centinaia?
  • Radio: funzionerà ancora? O meglio uno spot su piattaforma musicale tipo Deezer o Spotify?
  • Email marketing: gli utenti ci vedranno come spam? Funziona ancora? O meglio gli sms o un bel messaggio su WhatsApp?
  • Cartelloni pubblicitari in giro per le città: funzionano ancora?
  • Cinema: ma la gente va ancora al cinema o si guarda i film sul tablet (Netflix, Skygo, ecc.)

Oggi un bravo direttore marketing, un social media manager o un pubblicitario deve saper analizzare tutte le piattaforme a disposizione. Deve conoscerle, usarle, averne confidenza e soprattutto deve saperle integrare tra di loro.

Inoltre deve avere confidenza con Mac e Windows, con i programmi di fotoediting, di videoediting, di grafica per creare contenuti autonomamente e velocemente. E deve saperli pubblicare da smartphone, da tablet, da pc ovunque si trovi.

social-network-genoa-marco-bertani MA I SOCIAL NETWORK SERVONO VERAMENTE?

Oggi non si può pensare di lavorare senza conoscere il mondo dei social network. Oggi bisogna essere openmind e multitasking.

Ritornando alla domanda iniziale: i social network servono?

A voi la risposta. Se avete una attività commerciale non potete farne a meno.

Certo, dovete capire che avere tanti like su una pagina non significa necessariamente produrre un giro d’affari.

Non significa essere “fighi”.

Avere tanti amici su Facebook non significa che tutti compreranno il nostro bene.

Avere tanti follower non sempre si traduce in danaro. Anzi, spesso molte persone cliccano “mi piace” a qualche contenuto solo perché sono stati attratti dal video, dalla foto e magari non hanno letto nemmeno di cosa si parli.

Oggi se volete lavorare con i social network dovete necessariamente affidarvi a qualcuno che li capisce e li sa usare e soprattutto sa interpretare le reazioni ai vostri contenuti.

Qualcuno che sa pubblicare i contenuti e li sa rendere accattivanti, fruibili e condivisibili.

Qualcuno che vi prenda a cuore, vi consideri (molte aziende specializzate nel web non lo fanno e i contenuti dei loro clienti diventano tutti uguali), qualcuno che personalizzi il vostro modo di presentarvi, che entri nella vostra testa e che sappia tradurre in contenuti il vostro pensiero utilizzando gli strumenti migliori in base alle vostre esigenze, al vostro pubblico, al vostro modo di essere.

Se invece i social servono per vostro scopo personale, allora non preoccupatevi se avete pochi amici su Facebook o se su Instagram avete pochi follower o se su YouTube in pochi guardano i vostri video.

Molto probabilmente avrete più amici reali che virtuali e di questo dovreste esserne davvero molto felici.

 

 

 

 

 

Share this page

Ciao sono Marco Bertani. Sono un blogger, un videomaker, fotografo, grafico, esperto web e anche musicista e dj. Amo viaggiare, condividere esperienze e parlare di viaggi, cinema, musica e tecnologia. Ti aspetto a Genova, una meravigliosa città, per fare un tour con le biciclette elettriche insieme a Zenaverde.com. A presto e...condividi condividi condividi!!!

Rispondi